martedì 14 luglio 2009

martedì 23 giugno 2009

Africa Circumcision part 3: Mwano Pwo dance

domenica 14 giugno 2009

Clitoraid

Ayub Ogada Dala

Alba africana

lunedì 18 maggio 2009

4 Year Old Djembe Drummer

domenica 29 marzo 2009

NIGER: La via dell'uranio


Visto da Agadez, l'ultimo abbraccio tra il premier Silvio Berlusconi e il colonnello Muhammar Gheddafi è una beffa. In questa splendida città di fango rosso in mezzo al Sahara in Niger, l'accordo sull'immigrazione ratificato a Tripoli il 2 marzo scorso è già carta straccia. Da Agadez i camion e i fuoristrada stracarichi di emigranti africani che sperano di arrivare a Lampedusa, in Italia o in Europa hanno ripreso i loro viaggi verso la Libia. Il traffico è ripartito come ai tempi d'oro. Sotto lo sguardo indifferente e spesso interessato dell'esercito libico che controlla la pista di rocce e sabbia alla frontiera di Tumu, nel silenzio del deserto.

Gheddafi, a sud del Sahara, oggi è soltanto un esecutore di decisioni prese a Parigi. Per fermare o rallentare la marcia dei clandestini verso il loro futuro, Berlusconi dovrebbe piuttosto chiedere l'intervento del presidente francese Nikolas Sarkozy: perché la via ai trafficanti di uomini è stata riaperta proprio grazie alla guerra dei tuareg. Una guerra per l'uranio sostenuta dalla Francia nella regione di Agadez (vedi cronologia a pagina 36). Da novembre 2008 migliaia di persone sono passate dalla città rossa per andare a nord. Con un record di partenze tra gennaio e febbraio: quasi 10 mila ragazzi e ragazze in fuga dall'Africa occidentale. Dalla prossima estate capiremo se questa generazione di ventenni avrà trovato lavoro in Libia o apparirà nei telegiornali sui barconi alla deriva nel Mediterraneo. Il loro obiettivo, dicono, è arrivare in Italia o da qualche parte in Europa.

Il 24 febbraio Berlusconi ha incontrato Sarkozy. Ma non gli ha parlato di immigrazione. I due hanno discusso di ritorno all'energia nucleare in Italia. E di contratti per miliardi di euro da oggi al 2030 a vantaggio di Parigi. Areva, il colosso statale del nucleare francese, ha bisogno di nuovi clienti. Perché dal 2012 la società avrà così tanto uranio a disposizione che, per ammortizzare un investimento iniziale di 1,2 miliardi di euro, deve trovare subito qualcuno disposto a comprarlo. Altrimenti rischia di pagare cara la crisi finanziaria in cui è caduta. Tutto quell'uranio, però, non è ancora arrivato in Francia. Per il momento è in Niger, vicino ad Agadez: a Imouraren, sotto la sabbia nel mega-giacimento che comincerà a produrre fra tre anni, il secondo al mondo dopo McArthur River in Canada.


Quello che nella sua visita a Roma il 24 febbraio Sarkozy non ha detto a Berlusconi è che la Francia in Niger ha giocato una partita sporca. Come era abituata a fare in Africa ai tempi del generale Charles de Gaulle. E solo alla fine Areva è riuscita a strappare al Canada e alla Cina la concessione per il mega-giacimento di Imouraren. Ma Sarkozy nemmeno ha raccontato a Berlusconi che i tuareg, sostenuti dagli 007 francesi nei giochi di guerra, si sono rimessi a trafficare con gli emigranti che vogliono approdare in Italia. In fondo, si tratta sempre di energia e forza lavoro destinate ad alimentare l'economia europea. La differenza è che i minerali di uraninite trasformati in sali di uranio viaggiano protetti fino agli impianti di arricchimento in Francia. Gli emigranti sono invece sottoposti a ogni tipo di violenze e il 12 per cento muore prima di arrivare in Europa.


(26 marzo 2009)
Fonte espressonline.it

mercoledì 18 marzo 2009

Madagascar: passaggio dei poteri

Il giorno 17 il presidente del Madagascar Marc Ravalomanana ha emanato un ordine, annunciando lo scioglimento del governo e la costituzione di una commissione esecutiva militare incaricata dei poteri del presidente e del primo ministro. Tuttavia l'ordine presidenziale ha incontrato l' opposizione dalla fazione di opposizione e dei militari che la sostengono.

Lo stesso giorno Ravalomanana ha annunciato le dimissioni dall'incarico di presidente e la consegna dei poteri ad una commissione esecutiva militare da lui nominata guidata dal tenente generale Hyppolite Ramaroson. Il leader dell'opposizione Andry Rajoelina e il capo di stato maggiore dell'esercito Andre Andriarijaona hanno rifiutato di accettare l'ordine.

In una dichiarazione del giorno 17, il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ha chiamato le varie parti interessate del Madagascar ad agire con un atteggiamento responsabile e a garantire la stabilità statale e la transizione pacifica dei poteri in una forma democratica.

Tramite il suo portavoce, il giorno 17 l'alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell'Ue Javier Solana ha espresso inquietudine per la situazione in Madagascar, definendo inaccettabile il ricorso alla forza per effettuare un breve processo di elaborazione della Costituzione.
Fonte : Radio Cina Internazionale